Due scuole, tanti bambini, un messaggio solo: la diversità è una ricchezza.
Nelle ultime settimane si è concluso nelle scuole primarie di Montecatini Terme il Progetto Kairos, una delle iniziative service più significative del Lions Club Montecatini Terme Castello: un percorso didattico pensato per avvicinare i bambini al tema dell’integrazione e della diversità, attraverso il linguaggio della favola e della creatività.
Cos’è il Progetto Kairos
Kairos è un progetto educativo promosso dai Lions a livello nazionale, che porta nelle classi delle scuole primarie un messaggio semplice ma profondo: la diversità non divide, arricchisce. Il percorso si sviluppa lungo due filoni che si completano a vicenda.
Il primo è la favola di Abilian, che invita i bambini a riflettere sull’integrazione al contrario: non chi arriva che si adatta, ma una comunità intera che cresce grazie all’incontro con chi è diverso da sé. Il secondo è un viaggio nel mondo dell’alveare: una metafora immediata e concreta in cui ogni ape è diversa dalle altre, ha un ruolo unico, eppure insieme costruiscono qualcosa di straordinario — proprio come dovrebbe fare una buona comunità umana.
I soci Lions forniscono il materiale su cui costruire le stori. Al termine, ogni classe restituisce qualcosa: disegni, testi, riflessioni — piccoli elaborati che raccontano quanto il messaggio sia davvero arrivato.
Le tappe di quest’anno
Quest’anno il Progetto Kairos ha toccato due istituti della città.
Il 28 maggio alcuni soci del club si sono recati alla scuola primaria Giovanni Pascoli per ritirare gli elaborati realizzati dai bambini al termine del percorso: disegni, lavori e pensieri nati dall’incontro con la favola e con i temi che essa porta con sé.
L’8 giugno è stata la volta della scuola primaria Don Facibeni, dove la mattinata ha assunto un sapore ancora più speciale. Le classi seconde e le classi quarte hanno voluto salutare i soci Lions con due piccole rappresentazionicostruite attorno ai temi del progetto: due spettacoli, due età diverse, una consapevolezza condivisa. Vedere bambini di sei e di nove anni esprimere — con parole, gesti e colori — che essere diversi non è un ostacolo ma un valore, è stata un’emozione difficile da mettere in parole.
Un grazie che viene dal cuore
Un progetto come Kairos funziona perché ci sono insegnanti che lo accolgono con serietà, lo integrano nella didattica quotidiana e lo coltivano con cura anche nei giorni in cui i Lions non sono in aula. A loro va il primo ringraziamento del club.
Ma il ringraziamento più grande va ai bambini e alle bambine: per gli elaborati consegnati, per le parole scritte e dette, per le rappresentazioni preparate con impegno. Perché ci hanno dimostrato — ancora una volta — che certi messaggi, se seminati bene, attecchiscono in profondità.
Il Progetto Kairos non è solo un’ora di scuola diversa. È un piccolo investimento sul futuro: su una generazione che, forse, saprà costruire una comunità un po’ più capace di accogliere.
















